Gli esseri umani utilizzano solo il 10% del loro cervello. Nelle sale dati (Internet Data Center), molti computer soffrono dello stesso problema: la sottoutilizzazione della loro potenza di calcolo.
Ad esempio, se è vero che per un progetto si può avere bisogno di una grande quantità di CPU, quindi una elevata capacità di calcolo in determinati momenti, è anche vero che non è necessaria la stessa potenza di calcolo dopo aver completato l’operazione di calcolo.
Il cloud computing è appunto un servizio che è disponibile on-demand, in modo flessibile, in grado di aumentare e ridurre le risorse del server (CPU, RAM, Storage, Networking, ecc.) mediante l’automazione dei processi e riducendo al minimo l’intervento dell’operatore, magari mediante operazioni pianificate e legate alle fasce orarie.
Con il termine "cloud computing" spesso si identifica un diagramma che contiene una forma di nuvola.
Essa indica un livello di calcolo in cui la gestione del servizio viene spostata dall’utente al provider che si fa carico della gestione e della condivisione delle risorse tra più utenti.
La nuvola, in questi tipi di diagrammi, contiene tutti i servizi che garantiscono la potenza di calcolo necessaria per ottenere un risultato rapido, economico ma soprattutto basato sull’utilizzo dinamico di risorse hardware.
Proprio come accade con l'energia elettrica che riceviamo presso le nostre abitazioni, l’era del cloud computing si orienta verso un nuovo modello funzionale di gestione delle risorse. L’obiettivo è quello di convogliare le risorse di calcolo, lato Provider, e renderle disponibili agli utenti in funzione delle esigenze ma soprattutto solo nei momenti in cui ne hanno realmente bisogno.
Le caratteristiche essenziali di una nuvola "cloud computing" sono:
Il cloud computing offre modelli di servizio diversi a seconda della necessità dei consumatori (fonte, US National Institute of Standards and Technology):
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