Trucillo, cloud computing e innovazione: una sfida tutta italiana

Ambasciatore del Made in Italy nel mondo, Trucillo punta verso l’innovazione

Cesare Trucillo S.p.A. è un’impresa di torrefazione campana presente sul territorio dal 1950.

Un’azienda interamente votata alla qualità del Made in Italy più autentico, con una forte spinta verso la modernità e l’innovazione, per differenziarsi in un mercato internazionale particolarmente frammentato e in perenne mutamento.

Grazie alla lungimiranza di Matteo Trucillo e Fausta Colosimo, l’attività avviata dal fondatore Cesare Trucillo ha conquistato il mercato internazionale, facendosi ambasciatrice di qualità anche per le forniture destinate all’esportazione.

Trucillo Coffee Shop

A questo punto, un approccio contemporaneo e l’aggiornamento dei sistemi di gestione diventa ancora più rilevante. Proprio per questo, la nuova generazione d’imprenditori sta avviando, con il supporto di Brain Computing S.p.A., una nuova fase d’implementazione delle tecnologie impiegate in azienda, spaziando dal marketing alla riorganizzazione interna dei processi.

Trucillo: dall’on premise al cloud

Nel corso dell’incontro del 14 novembre 2019 presso Sellalab Salerno, dedicato alla Cyber Security (che ha visto la partecipazione d’imprenditori e relatori d’eccezione) abbiamo chiesto alla Project Manager Andrea Trucillo, volto della terza generazione, qualche dettaglio in più sulle motivazioni del passaggio al cloud.

Andrea Trucillo all’incontro organizzato presso Sellalab Salerno

Proprio ad Andrea è stato affidato il progetto di coordinamento e sviluppo dei nuovi strumenti informatici da utilizzare. Infatti, anche se i software on premise vengono ancora molto utilizzati, conoscere i sistemi in cloud e mantenere aggiornate le tecnologie aziendali è la chiave per garantire sicurezza, affidabilità e stabilità anche ai propri clienti.

«Per chi ha la necessità di scalare e gestire un’ampia rete di distribuzione, con sistemi di condivisione come Microsoft Exchange è possibile abbandonare del tutto l’hardware “fisico” nella sede aziendale».

Ma non solo: «Alcune interessanti tecnologie, come ad esempio i gestionali di tipo verticale, presentano un considerevole potenziale di efficientamento dei processi aziendali, anche se implicano cambiamenti che tendono a incontrare una certa resistenza, forse anche a causa della loro intangibilità».

Software as a Service: una nuova dimensione

Attualmente, Matteo Trucillo e Fausta Colosimo rappresentano le solide fondamenta su cui poggia l’intera architettura di Cesare Trucillo Spa. E, a proposito di architettura, Matteo Trucillo è un grande amante dell’architettura e del design: «Tutti gli interni del nostro quarto stabilimento, localizzato a Salerno, sono stati ideati da lui», spiega Andrea.

Sede Cesare Trucillo S.p.A., esterni

Parlando dei fratelli Antonia e Cesare, afferma: «Anche noi della nuova generazione siamo entrati ufficialmente in azienda, e abbiamo portato una ventata di novità nell’ambito della gestione dell’informazione e della produzione».

Trucillo S.p.A. non è nuova ai processi di ricerca e innovazione: «Siamo orgogliosi di aver lanciato la prima Accademia del Caffè del Sud Italia, ideata da mia madre nel 1998» spiega Andrea. «Oggi il 60% del nostro fatturato proviene dall’estero, dove il Made in Italy è molto apprezzato. Quando parliamo di made in Italy, però, parliamo di un’italianità certamente legata all’artigianato e alla tradizione, ma anche impregnata della “voglia di fare” di un’Italia moderna e innovativa, che coltiva il design del prodotto e la qualità, portando il suo know-how oltre i confini nazionali, senza mai dimenticare le radici».

«Crediamo nella trasparenza, nell’etica professionale e nell’autenticità. Per noi l’azienda è come una grande famiglia, con una missione, una passione e dei valori condivisi».

cloud e cyber security
Il co-founder di Brain Computing, Carmine Lamberti, nello speech organizzato il 14 novembre presso Sellalab

Aziende italiane: l’unione fa la forza

Un’ultima riflessione riguarda, invece, la possibilità di creare reti virtuose tra le aziende impegnate nella diffusione del vero caffè Made in Italy nel mondo. «Le imprese che operano nel nostro settore, anziché farsi forza a vicenda ed evidenziare la qualità del Made in Italy, hanno praticamente perso la sfida con l’estero, agendo in maniera individuale e facilitando il fenomeno noto come “Italian Sounding”. In questo modo, però, si perde la possibilità di massimizzare l’impatto dei prodotti italiani. Facendo un parallelo, i produttori di Prosecco, invece, ci sono riusciti e hanno creato una cooperazione che funziona».

Perché continuare, quindi, a fare impresa in Italia? «Ciò che rende speciale il caffè italiano è la cultura che viaggia intorno a questa bevanda: il caffè diventa un’esperienza fatta di persone, un momento di convivialità, un modo di vivere la quotidianità e di condividerla».


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